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UNESCO World Natural Heritage

Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Nove gruppi montuosi delle Dolomiti, selezionati per la loro rappresentatività geologica e paesaggistica, sono stati inseriti nell'elenco dell'UNESCO quali „Patrimonio Mondiale seriale“, poiché, anche se fisicamente separati, essi si configurano come un insieme unitario articolato e complesso sia dal punto di vista geografico-paesaggistico che da quello geologico-geomorfologico.
I territori, nel complessivo circa 142.000 ettari, si estendono nelle province di Bolzano-Alto Adige, Trento, Belluno, Pordenone e Udine. In provincia di Bolzano fanno parte del Patrimonio Mondiale i Parchi naturali Tre Cime, Fanes-Senes-Braies, Puez-Odle, Sciliar-Catinaccio, il Massiccio del Latemar e il Monumento naturale del Bletterbach.

L’inserimento nell’elenco del Patrimonio Mondiale rappresenta un riconoscimento straordinario, una specie di “Premio Nobel per i beni naturali“, come chiaramente espresso da Gerhard Heiss, esperto della IUCN (International Union for Conservation of Nature and Natural Resource = Unione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali). Essere inseriti nell‘elenco del Patrimonio Mondiale dopo un così approfondito e lungo esame significa, infatti, essere riconosciuti come un bene unico al mondo e quindi di valore straordinario. La conservazione di questo insostituibile patrimonio è perciò un obiettivo e un dovere non solo per gli stati interessati, ma per l’intera comunità dei popoli. Se, infatti, uno di questi siti speciali venisse danneggiato o compromesso in modo significativo, ciò rappresenterebbe una perdita non solo per lo stato nel cui territorio il bene è ubicato, ma per l’intera umanità.

In questo senso si devono intraprendere tutti gli sforzi necessari per convincere la gente del valore del riconoscimento “Patrimonio Mondiale”. La tutela, la conservazione e la valorizzazione di questi siti devono diventare un obiettivo comune sostenuto con convinzione da quanti più individui possibile. Questo impegno deve essere rivolto in primo luogo al Patrimonio Mondiale, ma sempre più anche all‘esterno di esso e condurre ad un nuovo approccio, più coscienzoso e responsabile nei confronti dell’intera regione dolomitica. Già la lunga collaborazione sviluppata nella fase di candidatura ha dimostrato il grande potenziale insito in questo progetto inter-territoriale: nel lavoro di sensibilizzazione, nello sviluppo sostenibile di una regione montana ma anche della comprensione tra i popoli.

Marmolada

Imponente e scintillante

 La Marmolada, il cui nome deriva dal greco marmar, ossia scintillante, è il secondo dei nove gruppi dolomitici ad essere riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, pur non essendo composta da dolomia, ma da calcari grigi provenienti da scogliere coralline. Contesa tra Trentino e Bellunese, è stata scelta dall’Unesco per la sua particolare bellezza, per le caratteristiche chimico-fisiche delle sue rocce e perché idonea a ricerche e monitoraggi nei cambiamenti climatici.

 La Marmolada è conosciuta da tutti come la Regina delle Dolomiti: con i suoi 3.342 m è la più alta vetta delle Dolomiti. Si estende su una superficie compresa tra la Valle del Cordevole, la Valle del Biois, la Val San Pellegrino e la Valle dell’Avisio. Il gruppo della Marmolada comprende numerosi sottogruppi, tra cui l’Ombretta-Ombrettola, la Catena della Cima Uomo, il Collac-Buffaure, il Padon e le catene dell’Auta. Tra le vette più note, il Gran Vernel e il Piccolo Vernel, Punta Rocca, Punta Penia e il Pizzo Serauta. Nel versante nord, si trovano il lago di Fedaia e il ghiacciaio.

Da un punto di vista morfologico, la Marmolada Patrimonio Unesco si caratterizza per la contrapposizione tra lo zoccolo vulcanico e i declivi più dolci, e il massiccio centrale che si innalza maestoso con pareti scoscese e nude, per un risultato davvero sorprendente: il bianco del ghiacciaio crea un suggestivo contrasto con la parete sud che piomba per diversi metri prima di raggiungere i ghiaioni sottostanti, dando vita ad una delle pareti più belle delle Dolomiti.

Da un punto di vista geologico, la Marmolada è un antico atollo del Triassico con lagune e fossili, deformatosi poi nel tempo, a causa delle continue eruzioni vulcaniche.
La Marmolada da un punto di vista scientifico è molto importante per ricerche geologiche, paleontologiche e glaciologiche e per un monitoraggio nei cambiamenti climatici grazie alla presenza del ghiacciaio. Le sue rocce, detti calcari delle Marmolada, rappresentano una componente essenziale per comprendere le Dolomiti.
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